Chi ha rubato la marmellata?

di Simonetta Greganti Law

 

Nell’orfanatrofio delle suore del Buon Pastore, Rebecca e Matilda erano state chiamate per un interrogatorio.  Qualcuno aveva infranto le rigide regole dell’istituto.

Il barattolo della marmellata era stato svuotato per una buona parte ma, naturalmente la marmellata era solo il pretesto per indagare su chi potesse aver visto quello che non avrebbe dovuto vedere durante quella notte.

Le piccole dell’orfanatrofio venivano chiamate a due a due per avere informazioni su chi delle dodici bambine della camerata potesse essersi trovata quella sera nella cucina dalla quale sicuramente avrebbe potuto essere una testimone pericolosa.

Suor Concettina scrutava le ragazzine con molta attenzione e aveva già identificato quella che secondo lei poteva essere la colpevole, non poteva però affidarsi al suo istinto, necessitava di prove reali o di una confessione.

Improvvisamente tutto le apparve molto chiaro: “che sciocca sono stata a non aver notato prima quell’indizio tanto manifesto”.  La camicia da notte di Matilda mostrava evidenti macchioline di marmellata e i suoi occhioni impauriti ne erano la conferma.

A Rebecca fu permesso di tornare in camera mentre Matilda fu trattenuta dalla suora.

“Non aver paura piccola” le disse con voce melliflua, “potrai avere anche il resto della marmellata se mi dirai esattamente se c’era qualcun altro in cucina ieri notte con te…intendo se l’uomo che ho accompagnato a riparare il guasto elettrico era già andato via”.

La piccola era molto scaltra e conosceva benissimo le punizioni dell’istituto.

Confessare di aver rubato la marmellata sarebbe stato già molto pericoloso, figuriamoci se poi avesse ammesso addirittura di aver visto la suora lottare a terra con quell’uomo e non essere intervenuta in sua difesa.  Ricordava perfettamente con quanto impeto i due si stavano azzuffando sul pavimento, sicuramente anche quello doveva essere un ladro e Suor Concettina lo aveva acciuffato proprio mentre lei stava affondando le dita nella marmellata.  Era rimasta qualche attimo immobile per paura di essere vista, ma poi era riuscita a farsi forza e a risalire la scala fino al suo lettino.

“Chissà cosa poteva essere successo a quell’uomo” si stava domandando in silenzio mentre ricordava perfettamente con quanta foga i due si stavano scontrando a terra.

“Chissà cosa sarebbe successo a lei se avesse confessato”.

La suora provò prima con le buone e poi tentò di farla parlare anche con modi più severi ma alla fine si rassegnò perché si rese conto che quella bambina ostinata e caparbia non avrebbe mai detto nulla a nessuno.  Il suo segreto sarebbe rimasto, per motivazioni diverse, anche il segreto della piccola.