Ilaria Albanese

PROFILO ACCADEMICO
Sono Ilaria Albanese, laureata in Infermieristica presso l’Università degli Studi di Torino (sede di Cuneo), conseguendo il titolo nel novembre 2025.
Ho condotto significative esperienze di tirocinio clinico presso l’Azienda Ospedaliera S. Croce e Carle e presso strutture sanitarie territoriali della provincia di Cuneo, dove ho maturato il mio interesse nell’ambito della psichiatria.
Parallelamente al percorso accademico, sono ex atleta e attuale allenatrice tecnica societaria di ginnastica artistica presso l’A.S.D. Cuneoginnastica.
Da questo ha origine il mio elaborato di tesi che ha approfondito lo studio dei Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione in relazione alla pratica della ginnastica artistica e ritmica, con l’obiettivo di promuovere l’integrazione della figura infermieristica all’interno delle società sportive, in un’ottica di prevenzione, tutela della salute e supporto multidisciplinare all’atleta.
In prospettiva futura sarebbe interessante espandere la ricerca ad un campione di atlete e società maggiore per apporre più informazioni possibili su questa tematica ancora poco approfondita negli studi di ricerca.
PREMESSA
Questo elaborato ha origine dalla mia passione nei confronti della ginnastica artistica, sport che ho praticato per sedici anni della mia vita e che da quattro mi ha permesso di poter trasmettere le mie conoscenze e il mio entusiasmo a delle bambine. La ginnastica è una disciplina che combina forza, eleganza, controllo e dinamismo. Richiede un perfetto equilibrio tra grazia e potenza muscolare, in cui le atlete eseguono esercizi spettacolari su diversi attrezzi. È uno sport che si suddivide in diverse branche, in questo elaborato prenderemo in considerazione la ginnastica artistica e ritmica che si differenziano per gli attrezzi utilizzati. La ginnastica artistica femminile si svolge sui grandi attrezzi, quali: il corpo libero, la trave, le parallele asimmetriche e il volteggio(1). La ritmica invece maneggia i piccoli attrezzi come le clavette, il nastro, il cerchio, la palla e il corpo libero(2). Ogni movimento è frutto di anni di allenamento, precisione e coordinazione, trasformando l’esecuzione in una vera e propria forma d’arte in movimento. Questa complessità rende quest’attività difficile da seguire da parte di un pubblico non formato. La ginnastica sta conquistando negli ultimi anni un pubblico sempre più ampio, grazie ai risultati straordinari ottenuti dalle atlete della squadra nazionale italiana nelle competizioni di alto livello. Tuttavia, l’attenzione verso questo sport è cresciuta anche a seguito delle notizie e delle testimonianze emerse riguardo ai disturbi alimentari, evidenziando aspetti critici legati alla disciplina e al suo ambiente competitivo.
Proprio quest’ultimo aspetto mi ha spinto a intraprendere questa ricerca per la mia tesi. Vorrei, per ora nella mia piccola realtà, contribuire a sfatare questo preconcetto e promuovere un modo più sano e sereno di vivere la ginnastica. Il mio obiettivo è aiutare le atlete a praticare questo sport con la stessa passione che ha accompagnato me per tanti anni, anche nei momenti difficili, senza la paura che possa trasformarsi in qualcosa di negativo.
Durante il mio tirocinio nel reparto dedicato ai Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA), ho avuto l’opportunità di conoscere da vicino le ragazze in cura e di confrontarmi con esse. Parlando con molte di loro, ho scoperto di condividere una passione: la ginnastica. Per me, questo sport ha rappresentato una parte fondamentale della mia vita, mentre per alcune di loro è stato, purtroppo, uno dei fattori scatenanti della loro condizione. 6
Questa esperienza mi ha portato a riflettere sulla possibilità di integrare due ambiti a me molto cari, la ginnastica e l’infermieristica, e a valutare l’importanza della presenza della figura infermieristica all’interno delle società sportive di ginnastica per la prevenzione dei disturbi alimentari. L’infermiere, infatti, è il professionista che, grazie alle sue competenze, può lavorare a stretto contatto con le atlete, aiutarle a riconoscere i loro bisogni e guidarle in un percorso educativo volto alla prevenzione e alla gestione di queste problematiche e non solo.
L’obiettivo di questa ricerca è quindi valutare, attraverso la somministrazione di questionari alle atlete agoniste della società Cuneoginnastica di Cuneo, la presenza di segni e sintomi che potrebbero indicare una predisposizione o il rischio di sviluppare disturbi alimentari. L’analisi dei dati raccolti permetterà di comprendere meglio l’incidenza di queste problematiche nel contesto sportivo e di rafforzare la proposta di introdurre la figura infermieristica all’interno della società. Questo inserimento avrebbe lo scopo di offrire un supporto diretto alle atlete, promuovere una cultura della prevenzione e garantire un ambiente più sicuro e consapevole per la loro salute psicofisica.

ABSTRACT
Introduzione:
I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DAN) rappresentano una sfida rilevante di sanità pubblica, con un’incidenza crescente soprattutto in età adolescenziale. La loro comparsa è favorita da fattori biologici, psicologici e sociali, che risultano particolarmente marcati negli sport estetici, come la ginnastica artistica e ritmica. In queste discipline il corpo non è soltanto strumento di performance, ma anche oggetto di valutazione estetica, e ciò espone le atlete a un rischio aumentato di sviluppare un rapporto conflittuale con il cibo e con la propria immagine corporea. La prevenzione precoce e la formazione dell’equipe sportiva è dunque essenziale al fine di cogliere i segnali iniziali di disagio e di promuovere il benessere psico-fisico.
Obiettivo:
Valutare la presenza di fattori di rischio di DNA tra le atlete di ginnastica artistica e ritmica al fine di analizzare la necessità di integrare una figura infermieristica nelle società sportive per la prevenzione dei disturbi alimentari.
Materiale e metodi: studio osservativo quantitativo e trasversale presso l’ASD Cuneoginnastica di Cuneo tramite un questionario digitale e anonimo somministrato alle atlete agoniste di ginnastica artistica e ritmica (N=22).
Discussione:
L’analisi dei dati ha evidenziato una diffusa attenzione e preoccupazione per l’alimentazione e l’immagine corporea, con la presenza di restrizioni alimentari, sensi di colpa post-prandiali e confronti con altre atlete. Una parte delle atlete ha riferito stress e insoddisfazione legati al proprio corpo, oltre a un supporto percepito come parziale da parte della società sportiva. Questi risultati confermano la vulnerabilità delle ginnaste allo sviluppo di DNA e sostengono l’importanza di figure professionali di riferimento. L’infermiere, con competenze educative, preventive e di ascolto, potrebbe rivestire un ruolo chiave nella promozione della salute e nella prevenzione dei disturbi alimentari in ambito sportivo.
Parole chiave: Disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, ginnastica artistica e ritmica, ruolo dell’infermiere nella prevenzione, formazione equipe sportiva e genitori.
