Conversazione sul libro ‘La Donna che Cadde e Diventò un Cavallo’

di Paola Tiné

 

Qualche giorno fa nel mio ufficio in Nuova Zelanda ho ricevuto la prima copia stampata del mio libro ‘She Fell and Became a Horse’ (in italiano ‘La Donna che Cadde e Diventò un Cavallo’). Questo libro è molto particolare perché contiene del testo scritto, ma la maggior parte dei suoi contenuti sono di tipo visuale. Sono, infatti, dei disegni e dipinti che ho realizzato dopo un periodo di 15 mesi in Nepal per i miei studi di dottorato sulle relazioni sociali locali in un contesto di rapide trasformazioni socio-economiche. Ho subito condiviso su Whatsapp la notizia con mio padre, e lui mi ha subito fatto molte domande che ho trovato molto interessanti. In questo articolo, riporto la nostra conversazione.

Paola: Il mio libro She fell and became a horse è stato pubblicato 😄

papà : She fell and became a horse…. what does it mean? In italiano si traduce come?

Paola: La donna che cadde e diventò un cavallo. È basato su una storia di una signora nepalese che ho conosciuto a Bhaktapur che si convinse di essere diventata un cavallo

papà: Quindi non cadde da cavallo!

Paola: No!

papà: E perché è diventata un cavallo e non altro?

Paola: Il cavallo sacro del tempio della città che si trova in Durbar Square ed è dedicato alla dea Taleju Bhawani. Si ritiene che questo cavallo sia l’incarnazione della stessa dea Taleju Bhawani.

papà: E come mai…invece di parlare cominciò a nitrire?

Paola: Si! Chissà se lo pensasse davvero o no…ma il risultato fu che la famiglia del marito la iniziò a trattare con più rispetto…Tutto cominciò quando cadde e sbatté la testa… e iniziò a nitrire e correre dicendo di essere il cavallo sacro del tempio.

papà: Certo ci vuole fantasia…

Paola: La credenza locale è che toccando il pavimento gli spiriti possano possedere le persone…e lei pensava fosse lo spirito del cavallo del tempio ad averla posseduta

papà: Quale pavimento? Uno qualsiasi?

Paola: Certe aree della città, in particolare i crocevia. E anche le fontane dove raccolgono l’acqua perché spesso si trovano fuori dal centro della città, e sono considerati luoghi pericolosi in questo senso. Lei cadde mentre prendeva l’acqua a una fonte fuori dalle mura della città…

papà: Quindi hai disegnato queste storie?

Paola: Si. Ho messo un po’ di testo e un po’ di immagini. E ho anche aggiunto dei particolari narrativi ma senza alterare la storia di base.

papà: Ma il libro è destinato a bambini, adulti o tutti quanti?

Paola: Ottima domanda. Forse in principio direi ad adulti. Perché il contenuto di per sé è un po’ complicato ed ha varie implicazioni di tipo sociologico – quindi forse un pubblico adulto esperto. Ma è accessibile a tutti. Perché il testo e le immagini sono accessibili. In effetti può essere letto a diversi livelli.

papà: E quali sono questi temi sociologici di cui parli?

Paola: L’idea centrale è che attraverso queste dinamiche, le persone locali trovano dei modi per contestare le regole sociali vigenti, arrivando addirittura in alcuni casi a stravolgerle.

papà: Chi te lo ha pubblicato?

Paola: È una piccola casa editrice a Delhi.

papà: Quindi hai ripreso una storia e l’hai illustrata…

Paola: Esatto.

papà: Bene…aspetto di poterlo sfogliare…

Paola: Si. Appena mi arrivano le altre copie te lo mando.

papà: Grazieee!

 

Alcuni dei contenuti del libro possono essere consultati a questo indirizzo internet:

https://www.paola-ts.com/about-2