Il materasso

di Giorgio Cortese

 

La parola materasso deriva dall’arabo matrah, cioè “il posto dove gettare cose”, dal verbo arabo taraha che letteralmente significa “egli ha gettato, scaricato, buttato”.

Questa parola, che fa parte del nostro vivere quotidiano, è entrata nella lingua italiana grazie ai crociati partiti a guerreggiare a Gerusalemme.

Non che prima non esistessero, i materassi, anzi!

La storia dei letti e dei giacigli è antica quanto la specie umana e interessantissima, perché ci parla del modo in cui i popoli hanno organizzato la loro vita di tutti i giorni e l’importanza che hanno conferito al sonno e alle altre attività che necessitano del giaciglio.

Tuttavia soluzioni per dormire “sul morbido” esistevano già dai tempi antichi, addirittura preistorici: il giaciglio più antico, ritrovato in Sudafrica e fatto di foglie e piante locali, risale a circa 77mila anni fa.

Il materasso degli antichi Egizi era un giaciglio sostenuto da rami di palme per proteggersi da parassiti e serpenti. Sopra si trova lana e biancheria di lino. Compare un rudimentale cuscino anche se un po’ duro in quanto realizzato in legno o in pietra.

Nell’antica Roma invece si usano sacchi imbottiti di fieno o lana. I nobili addirittura usano piume di uccelli per avere la massima morbidezza.

Dei giacigli greci ricordiamo il talamo nuziale scolpito in un ulivo vivente da Odisseo, così come la kline, il “letto sociale” su cui si partecipava ai banchetti, da cui il triclinium romano, che però, va detto, era anche etrusco come il meraviglioso ‘Sarcofago degli sposi’ di Cerveteri.

Nel medioevo si arriva ai primi telai in legno per tenere sollevato il giaciglio con sopra dei rudimentali materassi imbottiti di paglia e foglie. Questo però è valido solo per i benestanti perché i poveri invece continuano a dormire su mucchi di paglia appoggiati sul pavimento.

I crociati partiti per il vicino oriente notarono l’abitudine levantina di dormire in questo modo e assimilarono la parola nel latino tardo materacium o mataratium, diventato poi col tempo matarazzo, materazzofino all’odierno materasso.

In Europa in età moderna i materassi erano molto corti, come il letto di Luigi XIV a Versailles, perché si usava dormire con la schiena rialzata, quasi seduti.

Dopo la Rivoluzione industriale, nel XIX secolo vennero prodotti in cotone e sovrapposti a un telaio di ghisa, la rete. Quello a molle fu inventato nel 1871 da Heinrich Westphal, un architetto tedesco vissuto in Italia.

In tempi più recenti i materassi erano imbottiti di lana, battuta e cardata, o di crine animale.

Oggi il più diffuso è quello in memory foam, inventato per gli astronauti delle missioni spaziali e poi diffuso anche sul pianeta Terra.

Secondo il pensiero di alcuni filosofi il sonno è un rituffarsi nel caos; per me il sonno è una sorta di innocenza e di purificazione.

E poi ogni giorno una bella risata e un lungo sonno sono le migliori cure per vivere bene.