Il mostro

di Simonetta Greganti Law

 

Eccola, sola, dall’altra parte del sipario pronta ad affrontare  quel pubblico, un mostro con tante teste, tante braccia e centinaia di occhi.

Tutte quelle persone non avevano più sembianze umane ma somigliavano a una gigantesca creatura mitologica e spietata, una specie di Idra che se ne stava come dormiente ma che invece era vigile e pronta a reagire a ogni suo passo falso.  Come conosceva bene quella bestia!

Louise era entrata in scena pronta per fronteggiarla.  Temeva di sentirla sibilare, fischiare, andarle contro mentre in cuor suo si augurava di poter invece udire ridere o applaudire.

Era solamente lei di fronte a tutti, una donna fragile davanti a una moltitudine di gente.

Avvertiva quegli occhi puntati su di lei.  Respirava con un po’ di affanno ma l’adrenalina per quella esperienza unica la faceva diventare sorprendemente forte e sicura.

Pur senza un’armatura, ma vestita solamente del suo abito più bello, vaporoso, fatto di organza e nastri, era pronta a combattere quell’animale indomito, a difendersi e controllarlo.

Teneva i capelli raccolti in una treccia come fosse un cordone a cui appigliarsi per  poter fuggire da qul palco in caso di necessità.

Aveva fatto la sua entrata in scena senza timidezza, era scivolata dalla penombra rassicurante di dietro le quinte ai riflettori che con la loro luce priva di riparo la illuminavano completamente.   Era così passata dal non visto all’apparire più sfrontato senza ormai il conforto del riparo dal giudizio di che le stava innanzi.

Proprio come nella vita, si era ormai stufata di starsene sempre nell’ombra e nel silenzio.  Anche a casa avrebbe dato inizio allo spettacolo della sua rivalsa reagendo inaspettatamente davanti a suo marito che l’aveva sempre considerata un fantoccio privo di parola mentre ora avrebbe fatto sentire la sua voce.   Sarebbe diventata una primadonna e avrebbe declamato con intensa partecipazione il pensiero del personaggio che finalmente doveva far valere il suo ruolo.

Aveva imparato tanto dal teatro, la recitazione l’aveva formata, quella rappresentazione doveva considerarsi l’ultima prova generale.

Ora era decisa:  l’indomani in platea ci sarebbe stato solo suo marito e le parole le sarebbero ancora uscite di bocca forti e sicure per l’interpretazione di  quella donna non più fragile che non aveva mai osato affrontare il mostro.