La proposta di legge elettorale della Presidente Meloni
di Maurizio Merlo
Proposta non banale di legge elettorale da parte della Presidente Meloni.
Al netto del continuo legiferare la materia a colpi di maggioranza e delle finalità pro domo sua della premier, la proposta è tutt’altro che banale.
Gli aspetti più interessanti sono: la smarcatura dai campi larghissimi, assegnando maggiore coesione alla coalizione elettoralmente vincente con un premio di maggioranza al 40-42%, intorno a un progetto di governo e a un candidato premier; il ritorno alle preferenze e alla democraticità del voto, oggi negata. Meglio i Collegi uninominali? Son d’accordo ma queste segreterie dei partiti non possono scegliere tutto, troviamo il modo affinché l’elettore scelga qualcosa.
Scrivo oggi a commento di un interessante articolo su La Stampa di Alessandro De Angelis.
L’argomento principe del giornalista è che la proposta di Meloni è insidiosa per il fatto che conviene al Centrodestra.
Effettivamente la tesi non è lontana dal vero ma c’è un vizio di fondo in questo ragionamento: non considera l’aspetto positivo della proposta e cioè che premia coalizioni più coese intorno a un candidato premier e a un progetto di governo, quindi premia più governabilità e stabilità.
Mi chiedo: se è vero che la proposta di legge convenga alla Meloni, non è altresì vero finalmente che detta proposta conviene anche a chi sa mettere insieme gli obiettivi testé descritti della legge?
Seconda domanda, se il Centrosinistra non sa curare un percorso di governabilità dobbiamo accettare, per spirito di parte, ingovernabilità e instabilità?
Terza e ultima domanda, se soltanto la Destra è in grado di scommettere su governabilità e stabilità, non è democraticamente giusto che sia la Destra a governare?
Rischieremmo La Russa Presidente della Repubblica? Ragazzi belli del Centrosinistra, c’è un modo per evitarlo, meno divisioni, più progettualità e insomma mettiamoci a fare politica.

