Les liaisons merveilleuses

di Simonetta Greganti Law

 

MADRE

“Il primo incontro non si scorda mai – e non potrò mai dimenticare i tuoi occhi, questo sguardo intenso capace di imprimersi nell’anima, di penetrare il cuore per farlo innamorare  all’istante.  Sono bastati pochi secondi e la magia del nostro incontro mi ha conquistata.

Il primo incontro mi è servito per capire che da quel momento la vita sarebbe cambiata per sempre, che la gioia avrebbe occupato il posto di qualsiasi sentimento negativo.

Il primo incontro è stato sufficiente per non avere più dubbi e poter affermare che questo era sicuramente il vero amore e andava protetto da tutti e contro tutti.

All’istante mi sono resa conto che sarei stata pronta a lottare contro l’impossibile per difenderti.  Sei mio, mi appartieni e voglio preservarti da ogni difficoltà.
Il primo incontro è stato come un incantesimo, è stato sufficiente per intendere la nostra affinità perfetta che fonde perfino lo stesso palpitare del cuore o il medesimo respiro.  É servito a realizzare che siamo in una totale sintonia, due vite in armonia legate da un amore viscerale.

Eppure, il primo incontro, può sembrare quasi una contraddizione, è iniziato proprio con una brutale separazione: il taglio del cordone ombelicale.

Forse per ricordarmi che un figlio lo si deve lasciare andare per la sua strada ma, mentre questo riuscirà a sentirsi libero e felice, una madre continuerà a percepirlo parte di sé come nella sindrome dell’arto fantasma dove, anche dopo l’amputazione di una mano o di una gamba, si continua ad avvertirne la posizione, le sensazioni o i movimenti, come se questi fossero ancora presenti.  Per una madre, succede proprio questo, un figlio resterà sempre parte di chi lo ha messo al mondo.

E così cercherò di posticiparne il distacco con l’allattamento al seno per prolungare un bisogno di simbiosi con te, piccolo mio, e ritardare ancora di qualche mese quel distacco che non vorrei mai avere.

Eppure, con amore, sarò disposta ad estirpare le tue radici dalle mie e ti aiuterò ad indossare le ali che ti porteranno lontano da me anche se continuerò a sperare che, come fanno gli uccelli migratori, ogni tanto ritornerai al tuo  nido.

 

FIGLIO

Ecco il tuo volto, è ancora molto sfocato, sono le ombre e i movimenti del tuo viso che mi attraggono, il tuo profumo e il rumore dei tuoi battiti del cuore.

Grazie mamma per continuare a cullarmi mentre mi abbracci, proprio come hai fatto ad ogni passo in questo periodo di gestazione.

A differenza di quando ero ancora parte di te, adesso ho fame, freddo e sonno, sensazioni nuove che non conoscevo prima di nascere.  Sono però tranquillo perchè so che ci sei tu a vegliarmi e a provvedere ai miei bisogni.

Mi rendo conto che ti sto facendo fare notti insonni ma ti vedo sempre sorridente nonostante la stanchezza che ti procuro.

Si, questo è l’amore materno, incondizionato, indissolubile, un amore altruistico, sacro e nonostante io mi nutra del tuo tempo, del tuo corpo, del tuo spazio, del tuo sonno, dei tuoi sacrifici, tu sei capace di offrirmi tutto il tuo amore in modo incondizionato.

Grazie mamma, non vedo l’ora di poterti dimostrare anch’io il bene che ti voglio.