Preferisco la follia

di Simonetta Greganti Law

 

Silenzio!  Non ditelo a nessuno!

Vorrei essere pazza per poter indossare vestiti comodi senza preoccuparmi degli abbinamenti dei colori, camminare con scarpe pratiche e sfondate ma sicuramente agevoli al punto da poter correre senza impedimenti.

Sarebbe bello lasciarmi pettinare solo dal vento e potermi specchiare compiacendomi di acconciature libere che non conoscono le restrizioni di forcine o di fermagli.

Suonare ai campanelli delle porte degli altri e correre via come facevo da bambina perché la gioia di allora ritorni ad eccitarmi l’animo.

Ma forse sono pazza veramente perché ogni mattina mi ostino a scegliere dall’armadio completi fastidiosi che cerco di accostare alle tonalità che qualcuno ha stabilito come giuste, arranco su tacchi pericolosi per il mio cammino e intreccio i miei capelli in scomode pieghe fatte da un parrucchiere che si definisce estroso mentre invece, come tutti, è sottomesso ai capricci della moda.

Quando suono ai campanelli delle case degli altri, resto in attesa di un qualcuno che mi apra per farmi accomodare e spesso mi domando perché non fuggo via.

Se fossi pazza per davvero nessuno avrebbe più interesse a criticarmi, sarei semplicemente pazza e basta, perciò libera.

Vorrei essere folle e spensierata fregandomene se il mondo non sa capire il segreto di questa felicità.

I folli non sbadigliano mai, non percepiscono la noia, sanno ridere anche fuori posto perché sono volubili e non conoscono la logica. I pazzi sanno sognare senza chiudere gli occhi, sanno danzare senza udire alcuna musica, sanno dipingere la vita senza l’uso di matite colorate.

Silenzio! Devo prendere una decisione!

Preferisco la follia?

E resto immobile sulla soglia di una porta e mi domando se entrare in un mondo grigio e claustrofobico, imprigionato dalle mura che lo opprimono, o se invece girarmi, scavalcare quelle sbarre che segnano i confini della libertà e correre incontrollata, verso la campagna, come un animale selvaggio, allo stato brado.

Riflessa nella vetrata di quest’uscio appare la mia ombra, buia e fredda come la morte che falcia giornate sempre tutte programmate.  Al contrario, la luce che è alle mie spalle e rappresenta il bene, si contrappone alla mia sagoma confusa e mi esorta a scavalcare la cancellata per correre dall’altra parte.

Ecco, non ho più dubbi, ho scelto: voglio essere pazza per inebriarmi della vita, fare follie e non avere mai rimpianti.