Terapia ipnotica presso il Centro dei Disturbi della Nutrizione e Alimentazione di Cuneo (4)

di Anna Maria Pacilli

 

Caso clinico e conclusioni

Caso Clinico

Rosa è una ragazza di 25 anni. E’affetta da disturbo da alimentazione incontrollata (BED).

La familiarità è negativa per disturbi psichici e/o disturbi della nutrizione e della alimentazione.

Rosa studia all’università ma con poco profitto. Come riferisce, nelle fasi in cui il cibo prende il sopravvento e sperimenta dei veri e propri episodi di craving, anche se non si tratta di vere e proprie abbuffate, ma più di una alimentazione senza soluzione di continuità tra i pasti principali. Rosa infatti, dopo aver fatto colazione e fino a pranzo continua a mangiare cibi dolci e carboidrati complessi (che definisce cibo “cattivo”, perché assolutamente consapevole che non le fa bene nelle quantità che ingerisce); da pranzo a cena, poi, continua ad alimentarsi comunque in modo scorretto, non facendo semplici spuntini, ma ingerendo un introito calorico decisamente fuori norma rispetto alle sue esigenze.

Rosa è seguita dalla scrivente con un trattamento farmacologico di tipo antidepressivo ed ansiolitico, perché l’alimentarsi in modo esagerato le comporta una profonda sofferenza interiore. I risultati del trattamento farmacologico sono solo parziali, perché Rosa riesce a frenarsi dal cibo ma solo parzialmente, mentre la terapia ansiolitica ed ipnoinducente sortiscono risultati solo parziali.

Durante le sedute sono state usate suggestioni dovute ad esempio, ad un’immagine o ad un suono, che venivano percepite intensamente.

Queste suggestioni coinvolgono sia la dimensione fisica che quella psicologica, in base ad una particolare condizione di funzionamento dell’individuo che consente, appunto, di influire sullo stato psicofisico e sul comportamento.

A titolo esemplificativo riporto una sessione di ipnosi antica condotta con Rosa:

Più volte Rosa mi portava durante i colloqui la percezione di un fastidio a livello gastrico, una specie di peso che però diventava (secondo la visualizzazione che ella ne dava) una specie di volto con una enorme bocca pronta a fagocitare qualsiasi cibo le capitasse sotto mano.

Durante questa seduta le chiedo, come altre volte, se ci fosse qualcosa in particolare di cui volesse parlare.

 Lei mi dice che quel peso, quel volto, quel giorno preciso le sembra proprio ingestibile e particolarmente gravoso.

Le chiedo:” Quello che tu percepisci, se fosse un simbolo, che simbolo sarebbe?”

R. “Una bocca grande che vuole ingoiarmi”

Io: “Se questa bocca avesse un colore, che colore avrebbe?”

R. “Sarebbe rossa, come il fuoco”

Io: “Se avesse un peso, quanto peserebbe?”

R. “Tanto, peserebbe tanto, quanto un macigno”.

Concentro la mia induzione magnetica a livello del suo plesso solare.

La invito a guardare la stanza non con i suoi occhi della “vista”, ma come se i suoi occhi fossero situati a livello del plesso solare.

Rosa è invitata ad immaginare quel simbolo, quella bocca grande, con gli occhi del plesso solare e nel guardare quel simbolo lì di fronte, notare come esso può cambiare.

Le mie mani, nel frattempo, si sono concentrate ancora sviluppando ed “intercettando” il suo magnetismo con il mio a livello del plesso solare.

Quindi, le ho mostrato davanti agli occhi, una fonte di luce, su cui concentrare l’attenzione, e il suo vissuto successivo era quello di sperimentare una condizione meno gravosa, come se quel peso fosse meno difficile da tollerare e più lontano da lei.

Tengo a precisare che Rosa è stata la prima paziente del Centro che ho iniziato a trattare con l’ipnoterapia e in lei noto a ogni seduta un cambio di respirazione quando passo con le mani in prossimità del plesso solare.

Ipotizzo questo sia dovuto, oltre che alla sua elevata suggestionabilità, anche alla grande fiducia che lei ripone in me.

Abbiamo poi utilizzato suggestioni non verbali nell’induzione.

Qui di seguito, un esercizio induzione:

La Traccia fornita è quella di costruire un’induzione con la seguente immagine analogica:

“Ogni volta che devo sostenere un pasto (soprattutto quelli consumati al Centro) vedo di fronte a me una montagna di angoscia, un valico insormontabile, un macigno”.

“Ora che sei qui, in questo luogo, in questo spazio, non è necessario che tu colga subito i benefici dello stato di trance. Per ora è sufficiente che tu abbandoni un po’ alla volta tensioni e resistenze.

Questo ti permetterà di porre maggiore attenzione allo spazio intorno a te.

Guarda nei dettagli le pareti della stanza, apprezza quanto esse siano lisce, chiare, puoi toccarle e apprezzarne la consistenza.

Mentre la luce riflette sulle pareti, essa riesce anche a penetrare in quel posto più profondo e nascosto.

Anche il suono attraversa le pareti e porta le vibrazioni rimandandone un’eco.

Le tensioni man mano si allentano.

Una sensazione piacevole comincia dal basso e raggiunge la cima dei capelli mentre gli occhi, la palpebra destra e la palpebra sinistra cominciano a calare.

E mentre una parte segue una strada, l’altra parte ascolta la mia voce che guida e conduce là dove la mente varca il confine fino ad aprire le porte all’inconscio ed esplora le risorse naturali e autentiche.

Ora che ti senti protetta, abituata al profondo e sicuro luogo, perché tuo, al riparo da ogni elemento di disturbo, scopri una alla volta tutte le risorse che possiedi e che sai di possedere, forze utili durante il percorso della tua vita, che ti hanno condotto fin qui, probabilmente hai affrontato situazioni poco semplici.

Sai bene cosa senti quando le provi, ma ora sai superarle, vai oltre, passo passo, fino a segnare la traccia di nuovi sentieri: una strada in salita che porta in alto, una strada in discesa che permette a tutto ciò che è poco conveniente di andare via, di allontanarsi da te.

Via via, lasci andare ciò che sai che è poco utile per consentirti di proseguire la tua scalata e durante la salita accogli e raccogli tutto ciò che sai ti serve e procedi con in tasca solo le provviste che durante il percorso raccogli.

E quando seguendo i tuoi tempi permetti al tuo inconscio di assimilare in modo provvidenziale, l’utilità di questa immersione profonda e rigenerante ti senti impregnata di fiducia e ogni volta che avrai bisogno di coraggio senti scorrere l’ottimismo come un ruscello o un fiume in piena pronto a sfondare. Il ruscello è lì, davanti a te, l’acqua scorre e purifica. Appena vorrai e ti sentirai pronta, immagina l’acqua e senti la corrente che ti conduce dove vuoi andare.

Tocca ora l’acqua e ti senti impregnata di fiducia, bevi l’acqua e tutti i benefici di ogni tuo percorso li porti sempre dentro di te. Potrai fare questo ogni volta che ne sentirai il bisogno. Ora, appena vorrai, secondo i tuoi tempi, riponi attenzione a quanto ti circonda, all’ambiente, a ogni parte del tuo corpo rigenerato torna al qui e ora nel rispetto dei tuoi tempi e del tuo ritmo regolare e naturale.

La realtà che ora vedi e che ti circonda è bella, molto più bella di come la ricordavi. E’pulita, sfrondata di inutili elementi accessori, quelli che ti facevano stare male.

L’acqua ha purificato tutto ed è lì, alla tua portata. Potrai immergerti in essa ogni volta che ne sentirai bisogno, per riprendere le tue energie”.

 

Risultati e Conclusioni

Lo studio che sto conducendo è ancora “giovane” e pertanto i risultati ottenuti sono solo preliminari.

Quello che mi pare opportuno puntualizzare è che, in accordo con i dati presenti in letteratura, è possibile ipotizzare che in pazienti affetti da disturbi della nutrizione e della alimentazione ed in trattamento farmacoterapico, la terapia farmacologica possa essere ridotta ed in alcuni casi, anche sospesa.

L’obiettivo dello studio, nel lungo termine, è portare i nostri pazienti ad una sospensione graduale e completa della terapia stessa.