Trionfi e crolli del Bitcoin. Rapporto semestrale criptovalute 2024

di Vincenzo Rampolla

Bitcoin in fermento: ha sfondato quota $65.000 ed è a un passo dal record storico dei $69.000 toccati a novembre 2021, per non parlare dei $62.309 al 1° giugno 2024.

Che c’è sotto? Che succede? E domani, che potrebbe accadere?

Un anno fa, più o meno di questi tempi, il mondo cripto non se la spassava bene: il 2022 alle spalle a leccarsi le ferite dal crack FTX (primaria piattaforma di scambio) con annessa colossale truffa del fondatore; il 2023,  partito incerto e nebuloso, con quotazioni in picchiata e investitori vivaci, sfrenati negli acquisti e una nuova scalata vissuta dal mercato con un Bitcoin smanioso di nuovi record. E il 9 marzo 2023, sprofonda in area $20.000.

Un anno dopo, oggi vale più del triplo, pronto a ritentare i massimi. Rialzi e discese, le solite montagne russe. Così pare, in un clima isterico e indefinibile. Quali i motivi? Molteplici, ma due i principali, individuati nel nuovo Etf e nell’halving. Due elementi subito sotto la lente.

Facts and figures

VIA LIBERA DI WALL STREET A INVESTIMENTI IN CRIPTOVALUTE

A gennaio 2024 la SEC (Securities and Exchange Commission), ovvero l’Ente federale statunitense preposto alla vigilanza delle borse valori, la Consob americana, ha approvato il primo Etf(Exchange Traded Funds) che investe direttamente in Bitcoin, aprendo di fatto al grande pubblico il mondo degli asset digitali.

Gli Etf sono fondi quotati alla Borsa di Wall Street, che permette di investire su un prodotto finanziario senza acquistarlo direttamente, perché replica l’andamento dello strumento sottostante.

Gli Etf (azioni, indici azionari, obbligazioni statali e societarie, valute, materie prime dall’oro al rame e petrolio e altre) consentono di investire praticamente su tutto, con una funzione di pass-partout, da oggi intrufolata nel mondo del Bitcoin.

Evento rivoluzionario se si conta l’inversione di rotta, con la SEC a rigettare per anni gli asset cripto troppo rischiosi, soggetti a frode e a manipolazione del mercato. Attraverso questo tipo di fondo,  il Bitcoin ha registrato un boom di richieste, aperto anche a risparmiatori e investitori attenti, che  mai l’avevano degnato. La forte domanda ha contribuito a spingere i prezzi verso l’alto.

Del Bitcoin che ha compito 15 anni, è il momento di rivedere la definizione datagli dal fondatore, l’enigmatico Satoshi Nakamoto, a fine 2008: un nuovo sistema monetario non gestito da una banca centrale o da una autorità sovrana, i cui scambi sono validati da soggetti tra loro paritetici, registrati in un archivio a portata di tutti, non sottoposto ad alcuna istituzione pubblica, chiamato catena di blocchi.

È il sogno visionario di scavalcare l’autorità, farne a meno, creando la prima moneta digitale. È la Blockchain, la rivoluzionaria tecnologia realizzabile in casa, nel pieno della crisi che ha portato al collasso della Lehman Brothers, con fiducia sotto terra a banche e istituzioni finanziarie. Obiettivo: mandare in soffitta le valute tradizionali e chi le fabbrica.

Il Bitcoin ha successo e fa da apripista a una miriade di criptovalute, oggi almeno 200, con volumi, offerta circolante e capitalizzazione di mercato le più varie e prezzo, 2 sole Bitcoin e Ethereum nella fascia del migliaio di $, le rimanenti a livello di qualche $ o frazione, anche millesimale.

Si moltiplicano a iosa, e con esse chiunque lo desideri e sappia approfittarne. La zecca in garage però, non è da tutti: il mining, la produzione di nuovi bitcoin, non è per tutti, è come l’estrazione in miniera, richiede enorme potenza di calcolo e un assurdo eccesso di energia elettrica.

Ecco perché l’ampliamento della platea interessata, ben sostenuta dall’Etf, è uno degli elementi principali che stanno scatenando il Bitcoin verso i massimi.

Ritengo che il percorso più sostenibile da seguire sia quello di approvare la quotazione e la negoziazione spot di queste azioni Etf-Bitcoin. La SEC per anni non ha approvato né sostenuto il Bitcoin, e gli investitori dovrebbero rimanere cauti difronte alla miriade di rischi associati al Bitcoin e ai prodotti il cui valore è legato alle criptovalute, ha affermato G. Gensler Presidente della SEC, invitando gli investitori alla cautela con gli asset cripto.

La SEC è stata messa all’angolo da una Corte di Appello federale, secondo la quale la bocciatura nel 2022 della richiesta presentata dal gestore Grayscale  Investments è stata arbitraria e capricciosa.

E così la quotazione della criptovaluta è apparsa docile in apertura dei mercati telematici, con il Bitcoin mosso sui $46.000, in linea con i valori del momento.

Finora gli investitori retail che volevano acquistare e vendere valute digitali dovevano fare trading sugli scambi di criptovalute e sostenere ingenti commissioni di transazione o acquistare prodotti che tracciavano bitcoin in modi indiretti, quasi sottobanco, con regole scarse e confuse.

Una manciata di Etf sui futures di bitcoin oggi è piombata sul mercato e l’intero lotto di 11 richieste presentate a SEC dal fior fiore di gestori patrimoniali ha avuto il via libera: BlackRock, Fidelity Invest., Invesco, Ark Invest., Management, WisdomTree, Bitwise Asset Management, Valkyrie e Grayscale Invest.
Per alcuni fondi, commissioni variabili da un minimo di zero nei primi 6 mesi fino all’1,5% del patrimonio, con alcuni gestori che hanno scelto di competere sui costi, mentre altri hanno optato per azioni marketing.

Le approvazioni dei fondi potrebbero potenzialmente aprire la strada ad alcuni consulenti finanziari per raccomandare ai clienti di allocare fondi in bitcoin. Big idea…

LA SCARSITÀ COME VALORE

Marzo 2024, scatta il quarto halving (dimezzamento ) della storia della criptovaluta. Inizia una nuova era per il Bitcoin. Nata nel 2009 dall’idea di un programmatore, tuttora ignoto, che si fa chiamare Satoshi Nakamoto, in sostanza, è prevista una riduzione del 50% delle emissioni quotidiane:

non verranno più creati 6,25 Bitcoin per ogni blocco di transazioni, ma solo 3,125. Il taglio porta a una diminuzione della creazione di Bitcoin, che da 900 scende a 450, diventando sempre più scarsa. Era prevedibile: è stato lo stesso Nakamoto  ad averlo ideato e anticipato da tempo,  inserendo infatti un halving più o meno ogni 4 anni, precisamente ogni 210.000 blocchi di transazioni.

Ogni 10 minuti questi vengono inseriti nella blockchain;  in pratica è un archivio digitale che avrebbe permesso a Nakamoto di mutare il Bitcoin in una valuta digitale a inflazione decrescente programmata, in competizione con le valute correnti (denominate fiat), monete da lui rifiutate, considerate artificiali, non legate al prezzo delle materie prime e mantenute in vita dalla fiducia dei governi e delle banche centrali, senza limiti di emissione nel tempo.

IL BITCOIN COME L’ORO 

Attualmente, la capitalizzazione in dollari del Bitcoin supera i $1.200 Mld, un singolo Bitcoin si è visto a più di $62.000 e dopo l’ultimo halving , il tasso di inflazione della criptovaluta scenderà allo 0,86% (partendo dall’1,73%).

Da qui, l’idea del Bitcoin come potenziale riserva di valore e il suo confronto con l’oro. Con l’halving  il Bitcoin diventa di fatto la materia prima più scarsa del mondo. Chiariamo il concetto. Grazie al modello stock to flow, in cui si ragiona sul rapporto ottenuto dividendo la quantità totale esistente di un bene (stock) per la quantità dello stesso bene prodotta in un anno (flow), il risultato dà un’indicazione sulla scarsità di tale bene.

E quali sono i valori attuali per l’oro e  il Bitcoin? Per l’oro, il rapporto  è pari a 56,45 e per produrre la quantità di tale materia prima oggi esistente al mondo ci vogliono 56/57 anni. E per il Bitcoin?  Con l’halving la criptovaluta avrà un rapporto stock to flow di 118, più del doppio dell’oro, cioè diviene la materia prima più scarsa al mondo, la più ricercata e con quotazioni alle stelle.

GLI EFFETTI SUI MINERS

Secondo gli esperti, l’effetto più critico dell’halving potrebbe ricadere sui miners, gli operatori che utilizzano le loro risorse hardware per risolvere complessi problemi matematici e per validare le transazioni ogni 10 minuti. Come compenso, ricevono nuovi Bitcoin creati ad hoc ma la cosa comincia a prendere un piega complessa e difficile da seguire. Che rischiano in pratica i miners?

L’halving può influenzare significativamente la redditività dei miners– illustrano Valeria Portale e Giacomo Vella, codirettori dell’Osservatorio Blockchain & Web3 del Politecnico di Milano.

Quando avviene un halving di Bitcoin, la ricompensa che i miners ricevono per ogni blocco minerato viene dimezzata. Questo riduce direttamente i loro guadagni potenziali. E chi utilizza hardware meno efficienti potrebbe essere costretto a cessare l’attività.

Dopo i primi 3 halving, appaiono significative riduzioni nella potenza di calcolo complessiva impiegata per produrre Bitcoin. Questa riduzione nel lungo periodo si è però assestata e ha poi ripreso una traiettoria ascendente, dimostrando che si tratta solo di fasi di riassestamento temporaneo, senza criticità.

Come dire: occhio alla fame dei miners…

I MILIARDARI

Criptovalute, nelle mani di più o meno 500 milioni di investitori, 22  i miliardari. Secondo il Crypto Wealth report 2023 di Henley & Partners, i Paperoni sono in netta minoranza: l’1% supera $1M , con 182 soggetti da $100M.

Se si considerano i possessori di solo Bitcoin, i miliardari scendono a 6. Nella classifica per Paesi, l’Italia è 13ª, in vetta Singapore seguita da Svizzera e Emirati Arabi.

CRACK FTX DA $8 MLD

Sei capi d’imputazione, tra cui frode e associazione a delinquere per riciclaggio: Sam Bankman-Fried,  il re delle criptovalute, arrestato nella sua casa alle Bahamas con bottino di $600 M, rischia fino a 110 anni di carcere.

L’accusa ne aveva chiesti la metà, ma l’ex fondatore e CEO di FTX , società di scambio di criptovalute, alla fine è stato condannato a 25 anni da Lewis Kaplan, giudice distrettuale della Corte federale di Manhattan.

L’imprenditore è responsabile di aver rubato $8 Mld ai suoi clienti, 1,7 Mld agli investitori azionari e 1,3 Mld ai finanziatori dell’hedge fund Alameda Research, fondato dallo stesso Bankman-Fried.

Per Kaplan, il reo ha mentito durante il processo, avendo dichiarato di non essere a conoscenza di quanto accaduto e che i clienti erano stati rimborsati interamente attraverso il processo fallimentare. Ha aggiunto il giudice: Un ladro che porta il suo bottino a Las Vegas e scommette con successo il denaro rubato; quando viene finalmente catturato non ha diritto a uno sconto di pena utilizzando le sue vincite al gioco per restituire tutto o parte del denaro rubato.

Il re ha perso definitivamente la sua corona. Impassibile ingoia la sentenza.

CRIPTOVALUTE PER RAGGIUNGERE LA NEUTRALITÀ CARBONICA

Pressata dalle richieste di numerosi clienti, la casa di Maranello ha deciso di accettare pagamenti in criptovalute per le sue auto, per ora solo negli Usa, in futuro sarà possibile anche in Europa.

Il nostro obiettivo di raggiungere la neutralità carbonica entro il 2030 lungo tutta la nostra catena del valore è assolutamente confermato, ha dichiarato a Reuters Enrico Galliera, Direttore Commerciale e Marketing del Cavallino.

Molti clienti Ferrari sono giovani investitori che hanno costruito le loro fortune intorno alle criptomonete. Altri sono investitori più tradizionali, che vogliono diversificare i loro portafogli. Le criptovalute hanno compiuto sforzi per ridurre la loro impronta di carbonio grazie a nuovi software e un maggiore utilizzo di fonti rinnovabili, ha concluso Galliera.

Da Maranello assicurano che il portafoglio ordini dell’azienda è prenotato fino al 2025, con 1.800 auto da consegnare nelle Americhe, Usa inclusi.

(consultazione:   sec report: washington post; herald tribune; la repubblica; bahamas daily news; manhattan court report)