Un incontro

di Simonetta Greganti Law

 

Si riconobbero subito.

Era ovvio che non si erano mai visti prima eppure per quello l’attrazione fu immediata.

Lei era confusa avvertendo immediatamente l’interesse dell’altro. Si sentiva scrutata e particolarmente desiderata.  Non si aspettava di percepire tanta bramosia da parte del suo osservatore e di restarsene inerte invece di reagire. Si accorse subito di essere abbandonata da ogni brandello di energia.

Era sempre stata una creatura libera e mai poteva immaginare di rimanere come trattenuta da quello sguardo che aveva il potere di calamitarla.

Bastarono quei pochi secondi per capirsi mentre si fissavano negli occhi restando immobili.

Sicuramente i cuori trepidarono ad entrambi.

Compresero che quello non era un appuntamento qualsiasi, era il destino.

Attorno a loro c’era un paradiso di natura incontaminata.

La vegetazione di quell’isola dei Caraibi era ancora bagnata dalle gocce di rugiada del mattino sebbene il sole fosse già alto nel cielo e la sabbia iniziasse a restituirne il calore.

Non mancavano le piante esotiche o i fiori. Lei era attratta anche da questi.

I profumi nell’aria inebriavano gli spiriti e si poteva udire il canto degli uccelli che sfrecciavano nel cielo.

La luce era accecante e si restava abbagliati da tanta luminosità.  Lui però l’aveva vista bene.  Non si lasciava distrarre da altro.  Nei suoi pensieri ora esisteva solo lei.  Era molto bella ma non era per questo che la desiderava.

Aveva gli stessi colori del cielo e del mare, tutte le sfumature dell’azzurro e tutti i toni del verde.

Lei era intimorita ma non riusciva ad andare via e neppure a sottrarsi a quello sguardo ammaliatore.  Restavano uno di fronte all’altro consumando attimi che avevano il sapore dell’eternità.

Sono incontri come questo che determinano la nostra esistenza.

Erano in un mondo idilliaco ma la vita poteva essere selvaggia, spesso anche crudele.

Si lottava per la sopravvivenza.  Un incontro fortunato o fatale dipendeva dal punto di vista.

Così, con una mossa fulminea, la lingua del rospo delle canne afferrò la farfalla e la ingoiò.